Nel marzo del 2001 si costituisce la Cooperativa Sociale La Breva con il desiderio e di conseguenza lo scopo di rivolgere il proprio operato a persone sofferenti di disturbi mentali.La Cooperativa, attraverso una donazione di una signora milanese originaria della nostra Valle, comincia la sua attività aprendo, nel febbraio del 2002, una Comunità Protetta a media assistenza in località Valletta di Traona (SO), regolarmente accreditata.
La Comunità, denominata “Cà Lucia”, dispone di 10 posti letto e garantisce l’assistenza agli ospiti per almeno 12 ore al giorno.
La Comunità ospita persone di ambo i sessi, dai 18 ai 65 anni, fisicamente autosufficienti che presentino uno stato di disagio psichico e segnalati dai servizi psichiatrici territoriali.La Comunità si prefigge il reinserimento sociale e/o familiare degli ospiti, raggiungibile attraverso obbiettivi intermedi quali la riabilitazione relazionale e sociale, l’inserimento lavorativo e un buon livello di autonomia nella gestione della quotidianità.I progetti, incentrati sugli ospiti, vengono impostati tenendo conto di due aspetti fondamentali: quello riabilitativo individuale tendente a migliorare e valorizzare le potenzialità intrinseche dei singoli e quello più propriamente risocializzante mirato al miglioramento dei rapporti interpersonali e sociali in genere. Tutto ciò coinvolgendo tutti gli operatori (assistente sociale/ responsabile, medico psichiatra/ direttore sanitario, educatori, asa), a livelli diversi, secondo la propria professionalità. I vari progetti terapeutico/riabilitativi individualizzati vengono stesi con l’ausilio dello strumento “VADO” utile per la valutazione delle abilità e la definizione degli obiettivi. Da sottolineare l’importanza che Cà Lucia dà al lavoro d’equipe e al lavoro di rete, organizzando per esempio riunioni di verifica e aggiornamento con i servizi invianti (CPS) al fine di garantire la presa in carico territoriale, ed anche il coinvolgimento del volontariato e dei familiari quando possibile.Obbiettivo globale comune agli ospiti è la dimissione da Cà Lucia verso la propria famiglia o casa se possibile, verso una struttura diversa con minor protezione e assistenza, oppure in altro luogo a seconda del PTR elaborato in accordo con l’ospite stesso.
Per facilitare il perseguimento di tale obbiettivo, la Cooperativa si è ulteriormente attivata ed ha aperto ad ottobre 2005 una Comunità a bassa protezione a Morbegno Fr. Campovico (SO) La Comunità può ospitare 4 persone.Dal 10 agosto 2005 ha aperto una Comunità alloggio “ Casa Dei Cedri” struttura residenziale sperimentale di residenzialità leggera a Sondalo fr. Mondadizza .La Comunità alloggio può ospitare 5 persone.
In questi mesi si stà adoperando per mettere in atto un progetto innovativo presentato lo scorso anno in Regione, denominato SRAA (servizio riabilitativo per l’autonomia abitativa).
La Comunità di Campovico dispone di 4 posti letto e garantisce la presenza di personale psico-socio-educativo per almeno 2 ore al giorno. La Comunità risponde ai bisogni di coloro che dopo aver raggiunto un buon livello di autonomia nella gestione della quotidianità, possano auspicare ad un minor grado di protezione e/o ad un reinserimento sociale e/o familiare; risponde inoltre a coloro che secondo il servizio inviante necessitino di un periodo di osservazione diretta e prolungata dei comportamenti relazionali e sociali; può altresì rispondere a bisogni di residenzialità temporanea che per gravi tensioni familiari abbiano bisogno di un allontanamento dalla famiglia.
La Comunità, sull’esperienza di Cà Lucia, utilizza lo stesso metodo di lavoro. I possibili fruitori, invece, dello SRAA, sono utenti in carico ai servizi psichiatrici territoriali per disturbi psichici gravi e/o portatori di bisogni complessi, per lo più con deficit nel funzionamento psicosociale e nella rete familiare e sociale e tuttavia, nell’attualità, clinicamente stabilizzati in condizione di soddisfacente compenso. Persone in possesso di residue potenzialità ai fini dell’acquisizione di una autonomia abitativa e motivate al compimento di un percorso riabilitativo riguardante “L’abitare”.Tale progetto, pertanto, si prefigge di sostenere in maniera adeguata quell’utente che intende raggiungere un’autonomia abitativa.
L’equipe operativa che farà da ponte tra i servizi del territorio e la residenza autonoma, sarà composta da un educatore, un’asa e un coordinatore.
Il progetto ha durata triennale e si rivolgerà a 2 utenti all’anno. Un percorso completo di SRAA di 12 mesi sarà suddiviso in 4 azioni così definite:
azione A: ricerca attiva dell’abitazione
azione B: preparazione dell’abitazione
azione C1: accompagnamento all’inserimento abitativo
azione C2: tutoraggio e supervisione all’autonomia abitativa
Le azioni A e B hanno come focus la persona e la sua casa; le azioni C1 e C2 hanno come focus la persona e l’abitare. |